W l'Inghilterra

Questa famosa canzone di Claudio Baglioni risale all'anno 1973, e fa parte del secondo album di Claudio (Gira che ti rigira amore bello).

Per gran parte della canzone l'unico elemento portante è la chitarra acustica, che fa molto country (ma parliamo d'Inghilterra o di California?), distintamente udibile e che ha risolto da sola il problema dell'armonizzazione e della ritmica!

Durante il ritornello (stavolta il riferimento al Regno Unito è precisa, forse più alla Scozia che all'Inghilterra) interviene la batteria, senza un riff preciso, ma che nella sua confusionalità apparente segue un ritmo ben definito. In sottofondo si avverte una voce distorta in controcanto che sembra provenire da una vecchia radio a galena... Questa voce è stata sostituita da una chitarra distorta.

Il "ponte" tra ritornello e strofa è stato ovviamente realizzato in cornamusa, alla quale ho però sovrapposto un raddoppio di corno, che rende più corposo il suono. Durante questa fase la metrica cambia in 6/8 oppure in ottavi terzinati, il che è sostanzialmente lo stesso...

La coda, anch'essa in 6/8 è stata realizzata con una doppia parte di corno (una polifonica/ritmica e una melodica), una sezione di ottoni, la solita cornamusa che intona una sola nota (ascoltare il disco originale per credere) e la batteria che segna la marcetta.

Il file, come del resto il brano originale, è caratterizzato dal posizionamento di alcuni strumenti all'estrema destra stereofonica e di altri strumenti all'estrema sinistra.

Le parti soliste più distintamente udibili sono: un suono di flauto dolce o di ocarina che interviene a metà della strofa, uno strumento non meglio identificato e programmato come corno che interviene a sorpresa un paio di volte, oltre ovviamente alla cornamusa.

Per dare un'effetto live al tutto è stata aggiunta una traccia di Guitar Fret Noise (suono dello scorrimento delle dita sui tasti della chitarra).

Quasi tutte le parti sono state realizzate in step-recording.

Un eccezione per la chitarra, di cui sono stati programmati i riff principali in DO maggiore (strofa, ritornello e ponte) da cui sono stati ricavati per copia e incolla tutte le battute, previo spostamento delle note componenti l'accordo (un lavoraccio, oltretutto le note sono esattamente quelle che uscirebbero da una chitarra classica accordata in MIm). L'effetto pennata è stato realizzato spostando manualmente le note avanti e indietro.

Altre eccezioni: la batteria, volutamente lasciata squantizzata per aumentare la voluta confusione e la chitarra distorta di controcanto (che però è stata livellata nelle velocities).

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