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Il brano qui presentato è stato tratto dal CD Canzone
d'autore, contenente una prima raccolta di brani di
Antonello (tra i più famosi ricordiamo Lilly,
Roma capoccia, Campo De' Fiori,
Compagno di scuola). Anche se spesso presentato come un tributo alla città di Roma, il pezzo è chiaramente un inno alla squadra di calcio della capitale di cui Venditti è notoriamente tifoso, e infatti a sciogliere ogni dubbio interviene alla metà del brano la frase "t'ho dipinta io, gialla come er sole, rossa come er core mio...". Il brano è inoltre utilizzato come "sigla" di apertura delle partite casalinghe della A.S. Roma. Musicalmente concepito come inno, il brano viene introdotto dall'inconfondibile "fanfara", che è stata realizzata sovrapponendo due voci di tipo Brass Section, distanziate di un ottava e tenute volutamente basse di volume. Nel primo quarto del brano la voce di Antonello esegue una performance molto pacata accompagnata dal solo piano, dal basso e da un accenno di batteria. In seguito intervengono gradualmente l'orchestra di archi e i cori a realizzare una sensazione di crescita, che si risolve in un finale a sfumare impostato sulla suddetta intro. Una difficoltà particolare nella programmazione ha richiesto la linea di basso, molto movimentata e mai ripetitiva. Sicuramente da studiare quindi la relativa traccia. |
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