Bocca di Rosa

Come tutti sapranno, la notte dell'11 gennaio scorso Fabrizio de Andrè è scomparso, stroncato da un male incurabile. È sempre difficile parlare in modo distaccato di certi fatti, senza retorica, per cui mi limiterò a commentare nel solito modo la programmazione del brano e le sue caratteristiche.

Il brano non è però stato scelto casualmente: Bocca di Rosa è una canzone che potremmo definire "tipica" nel vasto repertorio del cantautore genovese: nella sua struttura musicalmente scarna si ripresentano un po' tutti gli interpreti delle sue canzoni: la donnina allegra, il paese anonimo, la zitella, le comari, le istituzioni, il clero...

Come dicevamo, l'arrangiamento è molto scarno: la chitarra classica accompagna la voce di Fabrizio durante la strofa (ma potrebbe essere anche un liuto...), mentre gli stacchetti sono realizzati con strumenti per lo più della "musica itinerante" rinascimentale (flauto, contrabbasso, grancassa).

Anche questa canzone ha una successione accordale ripetitiva e non presenta modulazioni.

Una nota: la parte vocale è stata riprodotta in modo particolarmente accurato e suonata in tempo reale, rispettando il groove dell'originale, e anche gli staccati della sillabazione sono stati curati come spiegato nella sezione Tecniche, Registrazione della parte melodica.

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