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Il brano di cui parliamo in questa pagina è
sicuramente uno tra quelli che hanno maggiormente
contribuito a costruire l'immagine dell'Adriano Celentano
ecologista che oggi conosciamo tutti. Infatti, anche se già precedenti e anche più famose uscite di Adriano (Il ragazzo della via Gluck) avevano più che altro creato sorpresa, in quanto nel 1966 il problema dell'inquinamento non era molto sentito, questo pezzo è invece inserito in un album completamente dedicato ad un tipo di contestazione tutta "molleggiata", dopo sei anni nei quali le problematiche cantate da Celentano avevano cominciavano a farsi sentire maggiormente. In quest'album (I mali del secolo) si parla infatti non solo di inquinamento, ma anche di caccia, di droga etc. Una curiosità musicale del pezzo è l'utilizzo del bassotuba, appunto al basso. Altre caratteristiche sono la batteria ripetuta senza "lanci" o variazioni (a parte l'aggiunta della grancassa a partire dalla seconda strofa) e il largo uso di chitarre (almeno tre, di cui una classica per accompagnamento, più una chitarra "country" e una distorta che intervengono a "punteggiare" il pezzo) |
